venerdì 3 aprile 2009

NGC 1893



Ammasso aperto con Nebulosa ad emissione, ripresa da Borgo Franchetto Ct nel Dicembre del 2008. Immagine ottenuta con Rifrattore takahashi Tsa 102 e Canon 350D modificata. Somma di 18 scatti da 10' a 800 iso. elaborazione DSS e Photoshop.

M 45 le Pleiadi


Immagine dell'ammasso aperto delle Pleiadi, ripreso da Borgo Franchetto CT nel Dicembre del 2008, con Takahashi tsa 102 e Canon 350D modificata Baader planetarium. Somma di 16 scatti da 10' a 800 Iso. Elaborazione DSS e Photoshop.

AAPOD del 25.10.2009

Collimare il Binocolo

Negli ultimi tempi si sta riscoprendo la voglia della visione a largo campo degli oggetti celesti e cosa c'è di meglio di un bel binocolo. Purtroppo molte volte la nostra voglia a comprare questo strumento così bello è frenata dal prezzo di acquisto e ci rivolgiamo a binocoli di fattura cinese, anche se marcati da ditte europee. La maggior parte delle volte pero, questi strumenti presentano una scollimazione rilevante, facendoci vedere doppie immagini per lo più spostate da destra a sinistra in Alto/Basso. Ecco perche, con un po di impegno e voglia di sopperire al problema mi sono cimentato alla collimazione di questo strumento e vorrei dare una via a chi si sente capace di tale operazione. Premetto che se non avete mai collimato un qualsiasi strumento ottico come un telescopio e non avete nessuna dimestcichezza, lasciate stare e soprattutto se lo strumento è in garanzia speditelo al negoziante. prima di tutto, vediamo di capire se lo strumento è scollimato, basta osservare un oggetto lineare come un comignolo o un'antenna televisiva, che possiamo renderci conto subito se ne vediamo due e pure scostate alto/basso, se la scollimazione è leggera il nostro cervello sistemerà in fretta l'immagine, ma alla lunga ci fara venire il mal di testa per il lavoro che deve compiede, mentre se la scollimazione è abbondante la vedremo l'immagine sempre doppia e anche guardando la Luna ne vedremo due sfocate. Procuriamoci un cavalletto abbastanza rigido dove montare il binocolo, poi basta regolare i 4 grani ( viti molto piccole senza testa con taglio sopra ) posti con molta probabilità, almeno per i binocoli di bassa fattura, sotto il rivestimento in gomma all'altezza dei prismi dopo gli oculari. Bisogna sollevare il rivestimento incollato nella parte sopra centrale che più si avvicina agli oculari e nel lato interno vicino la rotella di messa a fuoco nella parte dove si riuniscono i due lembi di copertura in gomma. A questo punto osserviamo alla giusta distanza un'immagine prestampata su carta per controllare il disiallineamento( Io ho realizzato un quadrato con cerchio interno dotato di crocicchio ) dei prismi e poi agiamo su tutte e 4 i grani( ruotandoli poco per volta di circa 1/4 di giro ) nella direzione ove le due immagini si incontrano fino a sovrapporsi.
http://www.postimage.org/aVSJf9.jpg
Ri petiamo l'operazione di controllo visivo più volte a distanza di qualche minuto, perche il cervello farà apparire dopo un po tutto allineato anche se non è così. Successivamente meglio qualche ora dopo puntiamo un'antenna o un comignolo ( NO ALBERI vi faranno impazzire per la confusione dei rami ) posti a lunghe distanze e ricontrollate dall'inizio, avendo sempre l'accortezza di verificare a distanza di tempo, fino a che non abbiate raggiunto la stessa altezza dell'immagine nei due oculari. I grani ( viti ) vanno regolati tutti e quattro contemporaneamente quindi dotatevi di almeno due giravite a taglio di piccole dimensioni, del tipo che si usano per le viti degli occhiali e seguite lo spostamento dei prismi girando leggermente le viti in una o nell'altra direzione, che avverrà sempre Alto/Basso in DIAGONALE opposta a seconda che sia il grano vicino all'oculare o quello vicino la rotella di messa a fuoco. Raggiungete il punto centrale sovrapposto guardando alternativamente con un occhio e poi con l'altro velocemente ( Basta aprire e chiudere velocemente prima un occhio e poi l'altro alternativamente ) e quando bene al centro siete giunti a buona collimazione. Per migliorare la precisione utilizzate di sera una stella, dopo la procedura sopra descritta. Per ottenere una buona precisione e non cadere nell'inganno del cervello, osservate le immagini negli oculari con la visione distolta.

Buon divertimento e buona visione del cielo profondo.

Marcello AMARI

Notturlabio


Ciao, qualcuno di voi ha mai costruito un notturlabio? Io ne ho costruito uno qualche anno fa. Si tratta di un'orologio stellare, che puntato sulla polare e regolato sulle stelle Merak e Dubhe ( direttrici ) nell'Orsa Maggiore, forniscono l'ora esatta del tempo locale.
La costruzione è molto semplice ma impegnativa, basta costruire due dischi di differenti misure, dove su quello più grande, segnare tutti i giorni dell'anno con delle piccole tacche poste a 0.98 gradi l'una dall'altra, partendo dal 7 settembre che si troverà esattamente in basso nel disco ( Sole in meridiano rispetto alla polare , mentre per i decimali segnare delle tacche più lunghe e i mesi con delle linee sempre verticali per meglio individuare la data odierna. Successivamente, il secondo disco più piccolo dovra avere un'estremità che finisce a punta per indicare lì le ore 24 e con un'angolo dal punto centrale del disco di 180° dividere le ore dalle ora 18,00 alle 06,00. La parte puntita con il segno delle ore 24,00 sarà l'indice delle ore che andrà allineato sul cerchi datario alla data del giorno di osservazione. Un terzo elemento da costruire per essere sovrapposto agli altri due è una rigra abbastanza lunga con la parte finale esterna puntuta ad angolo ( su un lato non al centro ) almeno 15 cm più del disco grande, che servirà da lancetta oraria. Successivamente trovato il centro esatto dei due dischi e individuato il fulcro al margine opposto alla punta della lancetta oraria, vanno traforati e uniti con una vite cava ( tipo attacco per lampadari )e serratta non troppo con i dadi, per traguardare attraverso questa la stella polare. Individuata attraverso il foro la polare, settato il giorno di osservazione con il disco orario, andremo a girare la lancetta oraria fino a farla coincidere con le direttrici dell'Orsa Maggiore. A questo punto non ci resta che leggere l'ora indicata dal Notturlabio e vedremo che l'ora rispetto al nostro orologio da polso è molto simile o precisa, dipende solo dalla grandezza del disco e dalla precisione della costruzione, il mio ha errori nell'ordine di 1/3 minuti. Marcello AMARI.


Alimentatore per Canon 350D/400D

Un alimentatore da campo per la Canon 350D/400D
Ecco un semplice ed economico progetto per superare il problema della breve durata della carica delle batterie interne alla reflex digitale.

Come tanti Astrofili impegnati a riprendere sul campo, diventa sempre più importante avere a disposizione l’alimentazione necessaria per poter portare a termine una notte di riprese fotografiche.


Io sono in possesso di una Canon 350D con due batterie in dotazione, che durante le notti invernali queste si scaricano velocemente, costringendomi ad interrompere la sessione fotografica. Ecco perché mi sono cimentato nella realizzazione di un alimentatore da campo, che avesse la possibilità di attingere corrente dalla classica batteria da 12V che tutti gli astrofotografi portano con sé.

Per la realizzazione dell’alimentatore, ho acquistato presso un rivenditore di componenti elettronici il seguente materiale per circa 8 euro:


1 regolatore di tensione mod. 7808

1 aletta di raffreddamento per il regolatore di tensione

2 condensatori elettrolitici da 100 microfarad

1 spinotto di alimentazione per accendisigari

7 metri di cavetto a treccia

1 scatoletta in plastica per circuiti

1 batteria per Canon 350d

Su Ebay ho trovato una batteria non originale Canon, da svuotare e riutilizzare per collegarvi i contatti elettrici del cavetto a treccia. La qualità ha poca importanza e quindi ho preso la più economica da 2,50 Euro.

Dopo aver saldato i due poli del cavetto allo spinotto accendisigari (in quanto ho l’alimentazione 12V collegata a prese accendisigari), ho saldato i componenti elettronici utilizzando lo schema elettrico visibile in figura, facendo molta attenzione alla polarità.


I condensatori hanno il polo negativo evidenziato da una striscia di colore diverso, mentre il regolatore di tensione ha come polo negativo il contatto centrale, i due poli rimanenti sono rispettivamente l’ingresso e l’uscita del polo positivo (guardare frontalmente il regolatore in modo da leggere la scritta “7808”).

Successivamente ho avvitato il regolatore all’aletta di raffreddamento e ho fissato il tutto all’interno della scatoletta in plastica, facendo attenzione a separare bene i fili all’interno, in modo che non si tocchino tra loro e che non vengano a contatto con l’aletta di raffreddamento per evitare un corto circuito. Prima di chiudere la scatoletta, ho riempito tutto con del silicone trasparente, che eviterà ai componenti di muoversi e allo stesso tempo isolerà i fili da possibili contatti.

Ho poi aperto con cura la batteria facendo leva su i bordi dell’involucro con un giravite piatto di piccole dimensioni per scollare le due parti, ho rimosso le pile di tipo stilo e il piccolo circuito all’interno, lasciando solo i contatti metallici e il divisore in plastica centrale sul quale sono attaccati, per saldare infine i due poli finali del cavetto. A questo punto, basterà forare la batteria nel lato alto a sinistra, per permettere il passaggio del cavetto all’esterno, avendo cura di centrare il foro in prossimità dell’uscita per l’alimentazione esterna della fotocamera dove è presente un piccolo sportellino mobile in gomma.

Ecco come si presenta il lavoro finito:


Marcello Amari

NGC 281 Pacman Nebula


Immagine ripresa dai Monti Nebrodi il 30.08.2008, con Takahashi Tsa 102 e Canon 350D modificata. Somma di 18 pose da 10' a 800 Iso, elaborazione DSS e Photoshop.

M 42 la spada di Orione


Immagine della spada di Orione ripresa tra gennaio e Febbraio 2008 tra le provincie di Catania e Enna, con takahashi Tsa 102 e canon 350D modificata su montatura Vixen Sphinx. Somma di 35 fotogrammi di cui 8 Ha, elaborati con DSS e Photoshop.

Marcello AMARI

Immagine pubblicata su Newsicilia il 01.12.2014 ( Il cielo di Dicembre ).